SALDO E STRALCIO E SOVRAINDEBITAMENTO

SALDO E STRALCIO E SOVRAINDEBITAMENTO:

COME USCIRE DALLA CRISI IN MANIERA LECITA.

Molto spesso i soggetti indebitati ricorrono al SALDO E STRALCIO per risolvere in maniera definitiva le proprie posizioni debitorie con banche e società finanziarie.

Il SALDO E STRALCIO è certamente una delle vie più efficaci per risparmiare e contemporaneamente risolvere quelle pendenze che, altrimenti, darebbero avvio a pignoramenti che, nella peggiore delle ipotesi, prendono di mira la casa del debitore.

Il SALDO E STRALCIO resta un'operazione molto delicata che dovrebbe essere seguita da un avvocato o da altro professionista competente. Non è raro, infatti,  per il debitore che agisce in prima persona fare un passo falso e compromettere la buona riuscita dell'intera attività.

Una definizione a SALDO E STRALCIO ben riuscita potrebbe comportare un risparmio superiore al 50% della posizione debitoria complessiva.

Non sempre, tuttavia, la banca accetta il SALDO E STRALCIO. Tale conseguenza può derivare da diversi fattori che non necessariamente dipendono dall'esiguità dell'offerta, ma anche da una valutazione sulle garanzie del credito, sulle direttive degli istituti, sulla valutazione dell'attivo del debitore, ecc...

COSA SUCCEDE SE IL DEBITORE NON HA LE RISORSE PER PROPORRE UN SALDO E STRALCIO O SE LA PROPOSTA NON VIENE ACCETTATA DAL CREDITORE?

La risposta più ovvia sarebbe: il creditore avvierà una fase di verifica della posizione del debitore finalizzata ad aggredire i suoi beni.

Quella del pignoramento, soprattutto se coinvolge la casa, è sicuramente la fase in cui il debitore vede tutti i suoi buoni propositi  svanire. Una fase in cui non si riesce a vedere via di scampo e che getta il debitore (e la sua famiglia) nella disperazione più totale.

In realtà un'altra via per definire le posizioni debitorie esiste. Il riferimento è alla Legge 3 del 2012 che ha introdotto l'istituto del SOVRAINDEBITAMENTO che permette, a determinate condizioni, di stralciare i debiti e di ritornare a vivere dignitosamente.


IL SOVRAINDEBITAMENTO

Il ricorso alla Legge sul Sovraindebitamento può permettere al soggetto indebitato di “riabilitarsi” e di tornare ad avere un ruolo attivo nell'economia.

A CHI SI RIVOLGE LA PROCEDURA

In via esemplificativa la legge si rivolge a:
- soggetti privati, persone fisiche;

- debitori non fallibili

- persone giuridiche (che quindi non hanno accesso ad altre procedure previste dalla legge fallimentare).

MODALITA’

Vi sono alcuni requisiti che il soggetto richiedente deve avere, i più rilevanti sono:

- il consumatore deve trovarsi in stato di sovra indebitamento, ossia deve avere uno squilibrio tra posizioni attive e passive;
- il consumatore non deve essere soggetto a procedure concorsuali;
- il piano non deve essere già stato richiesto nei cinque anni precedenti e non vi deve essere stata risoluzione, revoca o cessazione dei suoi effetti.
La proposta di piano del consumatore va depositata presso il Tribunale del luogo di residenza del debitore.
Per permettere lo studio della procedura, il debitore istante sarà affiancato da un c.d. OCC (Organismo della composizione della Crisi), vale a dire un professionista (commercialista o avvocato) che lo aiuterà a predisporre il piano per la soluzione del sovraindebitamento.
La l. n. 3/2012 prevede tre modalità operative differenti, anche a seconda della tipologia del debitore: l’accordo del debitore, il piano del consumatore e la liquidazione del patrimonio.


PIANO DEL CONSUMATORE. Trattasi di un piano proposto dal soggetto persona fisica che, per stessa definizione della L. 3/2012, non ha un contenuto predeterminato, in quanto l’articolo 8 della legge 3/2012 prevede che la soddisfazione dei crediti possa avvenire attraverso qualsiasi modalità, anche mediante cessione dei crediti futuri.
La caratteristica principale del piano del consumatore è che non è necessario il consenso della maggioranza dei creditori perché esso sia accettato dal giudice.


ACCORDO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI. E’ una procedura (rivolta esclusivamente all'imprenditore non fallibile) che ha per oggetto un piano di pagamento che necessita della preventiva approvazione di almeno il 60% dei creditori.


LIQUIDAZIONE PATRIMONIALE. Con tale dicitura ci si riferisce alla possibilità di mettere a disposizione dei creditori l’intero compendio patrimoniale (tranne i beni personale e comunque non pignorabili) che sarà messo in liquidazione dal Giudice.


BENEFICI

Il debitore sovraindebitato, può ottenere, a determinate condizioni, una riduzione sostanziale delle posizioni debitorie (in alcuni casi anche superiore al 50%). L’ammontare del debito che non può essere pagato alla fine della procedura potrà essere esdebitato, cioè cancellato con piena riabilitazione del soggetto.